sul filo
a braccia alate
di un plenilunio a pallido equilibrio
piegato
in cima al riflesso
sottostante il mondo a causa di se stesso
Ecco che salto,
che corro, senza Remore
sul tagliente garbato
ciotolo m'impunto,
rotolante si estende
il corpo esangue, si fuga, inconsueto.
d'amore Ardore, ecco che salto.
dario pernechele, in mezzo all'ottobre nano, senza gatto. Mentre ancora ci penso e le parole
escono, rutilanti.
finiro' mai di scrivere ?
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