Passa ai contenuti principali

Post

Non c'era nessuno

C'è un punto nel percorso di ogni cammino che rappresenta il motivo per cui nasce il bisogno del cammino stesso, che non è la meta, non l'obiettivo ma il processo di elaborazione, l'evoluzione di uno stato d'animo, la sublimazione di una necessità inderogabile, la sofferenza che genera il distacco da uno stato di dolore e la sua negazione, la fuga. La meta invece è la consacrazione, la fine, il riposo, la quiescenza. Sedersi al lato di un sentiero ad osservare le gambe, le mani, il corpo teso dallo sforzo e la mente che prolifica in pensieri nuovi, nulla più come ieri, nulla più come quando si è partiti. È il momento della sintesi: "Sono qui". È venerdì e lavoro solo fino alle ore 15 e con le prime belle giornate di quasi primavera  ho deciso di scendere dall'autobus una decina di km prima di arrivare a casa, voglio camminare. Sono in collina e conosco un percorso in mezzo al bosco che scende a valle e poi risale nella collina di fronte dove sorge il borgo...
Post recenti

L'affare è questo

L'affare è questo. Chatto da un mesetto circa con un coetaneo conosciuto attraverso il diavolo giallo. "Sembri carino, quanti anni hai?" Ho una sfilza di messaggi sopra il diavolo, sono tutti ventenni sbarbini per cui le notifiche non le guardo più ma apro l'app e rispondo. "50, c'è scritto sul profilo, non mento mai sugli anni perché si fanno figure di cacca". "Ah, complimenti, sembri un trentenne" "È la foto, fatta ieri, vengo così ma ti assicuro che li ho". "A me piacciono più piccoli ma tu mi intrighi, sei carino " "Ti ringrazio...." "Vorrei conoscerti" "Se ti piacciono più piccoli, non faccio per te, non ho interesse" "Scambiamo il numero e vediamo come va? Cedo, è un bell'uomo. Ci scriviamo per giorni, discutiamo di tutto e la cosa si fa piacevole; non riusciamo però ad organizzarci per vederci di persona a causa degli impegni di ognuno.  Stamattina mi scrive e mi avverte che è li...

È colpa mia

È colpa mia.  Non tua e di nessun altro. O meglio, lo era ma tempo fa, un anno e mezzo fa, quando decidesti che l'amicizia tra noi era diventata un peso troppo impegnativo da gestire. E decidesti di sparire nel nulla, in un unico, massiccio, corporeo, muro di silenzio, talmente denso da farmi perdere la percezione dei sensi, dello spazio, del vuoto, del tempo, della memoria, della narrativa stessa della storia della nostra amicizia. Che non era nemmeno così consistente, visto che ci conoscevamo da poco più di un anno.  Ma che bellezza quel tempo di risate, rincorse, pianti a dirotto, città straniere, weekend di fuga, il calore dell'estate appiccicato sulla pelle... Se mi avessero detto che avrei vissuto una nuova amicizia a 48 anni, avrei riso e basta e invece è successo. E che bellezza. Tanta da non poterla nemmeno annoverare, avrò tempo, mi dicevo, per ripensarci. Come si incontrano due anime e decidono che non sarà amore? Come succede che si scriva qualcosa di più intenso, ...

Sempre poco

Ho una fame lupa con sta dieta ma tengo botta da 7 mesi.  Sono le 10.30, in ufficio c'è un momento di calma. Decido di andare a prendere un po' di frutta al market vicino all'ufficio. Due banane e due arance, vado in cassa. C'è un ragazzo davanti a me, avrà trent'anni. Conta le monetine, tocca le tasche, sembra in difficoltà. Sbircio il totale,  gli mancano 4 euro.  Sul rullo pane, latte, pasta, una bottiglia d'acqua,   gli omogeneizzati per bimbo, 15 euro. Una stronzata per molti, tanti per qualcuno.  Sono un semplice impiegato, non sono ricco, sono a fine mese e ho i soldi contati fino al 27 ma non ho esitato, ho passato lo smartphone e gli ho pagato la spesa.  La commessa ha abbassato lo sguardo, io pure.  Il ragazzo voleva parlare, non gli uscivano le parole. Gli ho fatto cenno che non importava. Ho messo sul rullo la banana e l'arancia, tocca a me, ho detto alla cassiera.

"... Assomigli a Micheal Stipe"

  "... Assomigli a Micheal Stipe " (deliri seri in dark room) Non devo bere.  Almeno non dovrei, quando so che devo guidare. Così dovrebbe essere: "Agente..., la prego". È una serata programmata da un po', viaggio di rientro in Veneto, poi pizza col gruppo "orsi", poi serata "orsi" in un locale della città. 0,55: " C'è il fermo amministrativo, la sospensione della patente per tre mesi... l'ammenda di 500 euro" "Erano un paio di birrette, agente, mi rovina" So di fare la faccina da cazzo, tipo quella furbetta che tante rogne mi ha evitato in gioventù (lo sapete instagrammers, mi vedete sulle foto, è collaudata!).  Tiro anche un po' su col naso, mi trema la voce, in parte è vero, in parte ci provo.  Non erano un paio di birrette ma qualcosa di più. Ma cosa importa?  "Riproviamo tra dieci minuti", tenta di darsi un contegno e in realtà ce la fa, è figo, sa fare il suo lavoro ma ha capito, son...

Mi abbracci un po'?

Mi abbracci un po'? È iniziata così, la cosa. Non era programmato, stavo rientrando a casa dopo il bowling di sabato sera; non vado più per locali gay, non li tollero, non mi sopporto nemmeno io mentre mi osservo al buio di una disco, ad elemosinare uno sguardo. Un amico mi ha proposto la cenetta del sabato e io ho aggiunto il bowling, è finita pari.  96 a 96, la sciatica infiammata e quella strana sensazione che ti fa capire che non bastano i 10mila passi al giorno a 50 suonati, no. Non si beve, c'è salvini. Però una birra ci sta, magari rossa, magari doppio malto. Va bene, due ma poi basta. Finisce pari e che si fa? Livorno alle 22.30 non propone tante cose, il Libeccio sferza il mare, le onde si fanno grosse, alziamo il bavero ma la sensazione del vento sul viso da' piacere, spegne i pensieri mentre camminiamo lungo "i fossi", è una notte coperta di nuvole. "Si va al picchio?" , chiede il mio amico, "Facciamo un salto e vediamo chi c...