Mi abbracci un po'?
È iniziata così, la cosa.
Non era programmato, stavo rientrando a casa dopo il bowling di sabato sera; non vado più per locali gay, non li tollero, non mi sopporto nemmeno io mentre mi osservo al buio di una disco, ad elemosinare uno sguardo.
Un amico mi ha proposto la cenetta del sabato e io ho aggiunto il bowling, è finita pari.
96 a 96, la sciatica infiammata e quella strana sensazione che ti fa capire che non bastano i 10mila passi al giorno a 50 suonati, no.
Non si beve, c'è salvini. Però una birra ci sta, magari rossa, magari doppio malto. Va bene, due ma poi basta.
Finisce pari e che si fa? Livorno alle 22.30 non propone tante cose, il Libeccio sferza il mare, le onde si fanno grosse, alziamo il bavero ma la sensazione del vento sul viso da' piacere, spegne i pensieri mentre camminiamo lungo "i fossi", è una notte coperta di nuvole. "Si va al picchio?" , chiede il mio amico, "Facciamo un salto e vediamo chi c'è, poi nanne", rispondo senza entusiasmo.
Il picchio è un batuage in zona portuale, auto che passano, nessuno che si ferma, due puttane che battono, i camion parcheggiati coprono le zozzerie. Ma tanto nessuno fa niente perché tutti hanno le app. Girano solo vecchi senza app con la micra del 2003.
C'è un ragazzetto in scooter, cerca maturi; c'è il tizio con la parrucca, due tre checche che fanno commarò come al circolino... "Non c'è nulla", sospiro al mio amico, "Vabbè" fa lui "Andiamo a casa".
Sono le 23, salgo sulla mini e sgommo, col cambio automatico non si può fare ma ci sta nel racconto.
Sto per lasciare l'Ade quando scorgo un moretto, fisicato, carino, nascosto dietro la motrice di un tir. Mi fermo. "Ciao", "Ciao".
Non faccio a tempo ad avvicinarmi che mi è addosso: "Hey, ragazzo....", "Scusa, sei carino, e sono due mesi che non sto con un uomo, sono sposato".
"Non scopo, non mi va così, scusami"
Faccio per andarmene, mi girano le scatole, lo so già. Da venti mesi ormai non mi va più di fare sesso occasionale, non ce la faccio proprio, mi si ammoscia, perdo la voglia.
Me ne vado.
"Hey, mi abbracci un po'....?"
Mi blocco, mi giro e lo fisso in cerca dello sberleffo, mi prende per il culo, penso.
Invece sta lì, con le spalle larghe chiuse in avanti,lo sguardo perso, gli occhi verso di me...
"Un abbraccio, dici?"
"Se ti va..."
Abbiamo fatto l'amore per due ore, ci siamo baciati, abbracciati e riso.
Poi in auto a parlare perché il Libeccio sferzava e la sua camicetta aperta rivelava i capezzoli turgidi dal freddo.
"Ho freddo".
Poi le due, il silenzio, "Devo andare..."
"Sono sposato, sono gay, ho sbagliato tutto nella mia vita, voglio stare con un ragazzo..."
Un ultimo bacio sfiorato, non rispondo, apro la portiera e scivolo via.
Mentre il Libeccio sferza la notte, spazza via cartacce, pensieri e vite.
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