L'affare è questo.
Chatto da un mesetto circa con un coetaneo conosciuto attraverso il diavolo giallo.
"Sembri carino, quanti anni hai?"
Ho una sfilza di messaggi sopra il diavolo, sono tutti ventenni sbarbini per cui le notifiche non le guardo più ma apro l'app e rispondo.
"50, c'è scritto sul profilo, non mento mai sugli anni perché si fanno figure di cacca".
"Ah, complimenti, sembri un trentenne"
"È la foto, fatta ieri, vengo così ma ti assicuro che li ho".
"A me piacciono più piccoli ma tu mi intrighi, sei carino "
"Ti ringrazio...."
"Vorrei conoscerti"
"Se ti piacciono più piccoli, non faccio per te, non ho interesse"
"Scambiamo il numero e vediamo come va?
Cedo, è un bell'uomo.
Ci scriviamo per giorni, discutiamo di tutto e la cosa si fa piacevole; non riusciamo però ad organizzarci per vederci di persona a causa degli impegni di ognuno.
Stamattina mi scrive e mi avverte che è libero in pausa pranzo e mi chiede se mi facesse piacere incontrarci. Confermo e ci mettiamo d'accordo per una passeggiata sul lungarno per le 13.
È alto come me, capelli ricci spettinati di un castano ramato e qua e là qualche traccia di capelli bianchi, porta gli occhiali da sole, ha un bel sorriso. Passiamo un'ora a camminare accarezzati dal sole tiepido di marzo.
È una bella giornata.
La conversazione è pacata, morbida, educata, alla fine sono contento.
Torno in ufficio e mi scrive dicendomi di essere stato bene e di sperare in un secondo appuntamento.
Non è scattato nulla ma è stato un momento piacevole e ricambio il messaggio.
Passano un paio d'ore e mi chiama un amico.
"Ciao Da, per caso hai accennato qualcosa su di me al tipo che hai visto oggi?"
"Assolutamente no, perché avrei dovuto?"
"No nulla, alle 14.30 mi ha scritto se ero libero per trombare....e pensavo che gli avessi accennato che siamo amici..."
Anora siamo tutt noi che crediamo nell'amore dopo un quarto d'ora.
Fine
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