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Visualizzazione dei post da marzo, 2025

Non c'era nessuno

C'è un punto nel percorso di ogni cammino che rappresenta il motivo per cui nasce il bisogno del cammino stesso, che non è la meta, non l'obiettivo ma il processo di elaborazione, l'evoluzione di uno stato d'animo, la sublimazione di una necessità inderogabile, la sofferenza che genera il distacco da uno stato di dolore e la sua negazione, la fuga. La meta invece è la consacrazione, la fine, il riposo, la quiescenza. Sedersi al lato di un sentiero ad osservare le gambe, le mani, il corpo teso dallo sforzo e la mente che prolifica in pensieri nuovi, nulla più come ieri, nulla più come quando si è partiti. È il momento della sintesi: "Sono qui". È venerdì e lavoro solo fino alle ore 15 e con le prime belle giornate di quasi primavera  ho deciso di scendere dall'autobus una decina di km prima di arrivare a casa, voglio camminare. Sono in collina e conosco un percorso in mezzo al bosco che scende a valle e poi risale nella collina di fronte dove sorge il borgo...

L'affare è questo

L'affare è questo. Chatto da un mesetto circa con un coetaneo conosciuto attraverso il diavolo giallo. "Sembri carino, quanti anni hai?" Ho una sfilza di messaggi sopra il diavolo, sono tutti ventenni sbarbini per cui le notifiche non le guardo più ma apro l'app e rispondo. "50, c'è scritto sul profilo, non mento mai sugli anni perché si fanno figure di cacca". "Ah, complimenti, sembri un trentenne" "È la foto, fatta ieri, vengo così ma ti assicuro che li ho". "A me piacciono più piccoli ma tu mi intrighi, sei carino " "Ti ringrazio...." "Vorrei conoscerti" "Se ti piacciono più piccoli, non faccio per te, non ho interesse" "Scambiamo il numero e vediamo come va? Cedo, è un bell'uomo. Ci scriviamo per giorni, discutiamo di tutto e la cosa si fa piacevole; non riusciamo però ad organizzarci per vederci di persona a causa degli impegni di ognuno.  Stamattina mi scrive e mi avverte che è li...

È colpa mia

È colpa mia.  Non tua e di nessun altro. O meglio, lo era ma tempo fa, un anno e mezzo fa, quando decidesti che l'amicizia tra noi era diventata un peso troppo impegnativo da gestire. E decidesti di sparire nel nulla, in un unico, massiccio, corporeo, muro di silenzio, talmente denso da farmi perdere la percezione dei sensi, dello spazio, del vuoto, del tempo, della memoria, della narrativa stessa della storia della nostra amicizia. Che non era nemmeno così consistente, visto che ci conoscevamo da poco più di un anno.  Ma che bellezza quel tempo di risate, rincorse, pianti a dirotto, città straniere, weekend di fuga, il calore dell'estate appiccicato sulla pelle... Se mi avessero detto che avrei vissuto una nuova amicizia a 48 anni, avrei riso e basta e invece è successo. E che bellezza. Tanta da non poterla nemmeno annoverare, avrò tempo, mi dicevo, per ripensarci. Come si incontrano due anime e decidono che non sarà amore? Come succede che si scriva qualcosa di più intenso, ...