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"... Assomigli a Micheal Stipe"

 "... Assomigli a Micheal Stipe"
(deliri seri in dark room)

Non devo bere. 
Almeno non dovrei, quando so che devo guidare.
Così dovrebbe essere: "Agente..., la prego".

È una serata programmata da un po', viaggio di rientro in Veneto, poi pizza col gruppo "orsi", poi serata "orsi" in un locale della città.

0,55: " C'è il fermo amministrativo, la sospensione della patente per tre mesi... l'ammenda di 500 euro"

"Erano un paio di birrette, agente, mi rovina"
So di fare la faccina da cazzo, tipo quella furbetta che tante rogne mi ha evitato in gioventù (lo sapete instagrammers, mi vedete sulle foto, è collaudata!). 
Tiro anche un po' su col naso, mi trema la voce, in parte è vero, in parte ci provo. 

Non erano un paio di birrette ma qualcosa di più. Ma cosa importa? 

"Riproviamo tra dieci minuti", tenta di darsi un contegno e in realtà ce la fa, è figo, sa fare il suo lavoro ma ha capito, sono appena sopra il limite..

Non ero ubriaco, manco per il cazzo. 
Ho bevuto, sì, per noia.

5 minuti ancora, fa il poliziotto, attenda in auto.
E spenga le luci, per la batteria.

Fa freddo, sono quasi le 4 di notte, accendo il riscaldamento e riparte Loosing my religion.

La stavo cantando poco prima.

Il locale era pieno di gente. 
Facce, tante facce, nuove e vecchie, viste altrove e ritorni, muscoli tirati, canotte bianche, tatuaggi, barbe disegnate, coppie scoppiate, coppie aperte, coppie gelose, coppie cornute, coppie alle prime armi, coppie stantie.

"Hey... ciao"
Mi si avvicina un tipo, rasato, barbetta tra il castano e il rosso. Avrà sui trentacinque anni, penso.
"Ciao bello....Sei Micheal Stipe? , rido.
Mi guarda stranito: "Chi....?"
"Michael Stipe da giovane, il cantante dei Rem..."
"Non conosco", mi risponde perplesso.
"Ma quanti anni hai?" Chiedo.
"26".
Faccio due conti e no, non li ha "visti".
"Niente, scherzavo, non importa".
"Cerco divertimento con Mef", brucia le tappe.

Faccio che faccio finta di sapere di cosa parla, nel frattempo penso. Mef mi sa di ministero economia e finanze ma credo non sia congruo; forse è una droga o forse è un insieme di droghe, ora che ci penso può essere il diminutivo di mefedrone, ci sta.

Si fa, e cerca quello.

Ma non importa.
La mia testa torna indietro va sul rif e poi precipita, non lo sento più.

Life is bigger
It’s bigger than you
And you are not me
The lengths that I will go to
The distance in your eyes
Oh no I’ve said too much
I set it up
That’s me in the corner
That’s me in the spotlight
Consider this
Consider this
Consider this

"Credo abbiamo due interessi diversi", taglia corto.
Ah, sei ancora qui?
"Credo anch'io", sussurro.

I thought that I heard you sing
I think I thought I saw you try
But that was just a dream
That was just a dream

Faccio un cenno e mi volto verso la folla,
forse non lo saluto nemmeno 
forse non lo ricordo nemmeno.
Mi faccio largo tra sudori e spalle ruvide, bicchieri di plastica, canotte, harness di pelle.
Guadagno l'uscita.

Fuori resta ciò che rimane di una notte umida di una città del Nord Italia.

0,46 Esclama il poliziotto.
Smetto di forzare il faccino da scemo, resto lì impalato come se non fossi io quello sulla scena, non mi vedo, non mi sento, non sono. 
Non lo ero durante la serata, prima e adesso.

Vorrei abbracciarlo, ci siamo io e lui in divisa. 
È giovane, penso abbia sui trent'anni, chissà cosa avrà pensato di questo cinquantenne che fa le facce da ragazzino. 

Mi vergogno, se ne accorge.

Alzo le spalle e ringrazio abbassando lo sguardo, non succederà più, sussuro.

Loosing my religion

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Sempre poco

Ho una fame lupa con sta dieta ma tengo botta da 7 mesi.  Sono le 10.30, in ufficio c'è un momento di calma. Decido di andare a prendere un po' di frutta al market vicino all'ufficio. Due banane e due arance, vado in cassa. C'è un ragazzo davanti a me, avrà trent'anni. Conta le monetine, tocca le tasche, sembra in difficoltà. Sbircio il totale,  gli mancano 4 euro.  Sul rullo pane, latte, pasta, una bottiglia d'acqua,   gli omogeneizzati per bimbo, 15 euro. Una stronzata per molti, tanti per qualcuno.  Sono un semplice impiegato, non sono ricco, sono a fine mese e ho i soldi contati fino al 27 ma non ho esitato, ho passato lo smartphone e gli ho pagato la spesa.  La commessa ha abbassato lo sguardo, io pure.  Il ragazzo voleva parlare, non gli uscivano le parole. Gli ho fatto cenno che non importava. Ho messo sul rullo la banana e l'arancia, tocca a me, ho detto alla cassiera.

Non c'era nessuno

C'è un punto nel percorso di ogni cammino che rappresenta il motivo per cui nasce il bisogno del cammino stesso, che non è la meta, non l'obiettivo ma il processo di elaborazione, l'evoluzione di uno stato d'animo, la sublimazione di una necessità inderogabile, la sofferenza che genera il distacco da uno stato di dolore e la sua negazione, la fuga. La meta invece è la consacrazione, la fine, il riposo, la quiescenza. Sedersi al lato di un sentiero ad osservare le gambe, le mani, il corpo teso dallo sforzo e la mente che prolifica in pensieri nuovi, nulla più come ieri, nulla più come quando si è partiti. È il momento della sintesi: "Sono qui". È venerdì e lavoro solo fino alle ore 15 e con le prime belle giornate di quasi primavera  ho deciso di scendere dall'autobus una decina di km prima di arrivare a casa, voglio camminare. Sono in collina e conosco un percorso in mezzo al bosco che scende a valle e poi risale nella collina di fronte dove sorge il borgo...

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L'affare è questo. Chatto da un mesetto circa con un coetaneo conosciuto attraverso il diavolo giallo. "Sembri carino, quanti anni hai?" Ho una sfilza di messaggi sopra il diavolo, sono tutti ventenni sbarbini per cui le notifiche non le guardo più ma apro l'app e rispondo. "50, c'è scritto sul profilo, non mento mai sugli anni perché si fanno figure di cacca". "Ah, complimenti, sembri un trentenne" "È la foto, fatta ieri, vengo così ma ti assicuro che li ho". "A me piacciono più piccoli ma tu mi intrighi, sei carino " "Ti ringrazio...." "Vorrei conoscerti" "Se ti piacciono più piccoli, non faccio per te, non ho interesse" "Scambiamo il numero e vediamo come va? Cedo, è un bell'uomo. Ci scriviamo per giorni, discutiamo di tutto e la cosa si fa piacevole; non riusciamo però ad organizzarci per vederci di persona a causa degli impegni di ognuno.  Stamattina mi scrive e mi avverte che è li...