nell'incedere
lentissimo
nella stessa via,
di sempre in questa esilescenza,
allungando lo sguardo inflesso,
oltre la gamba passante
col dubbio
medesimo, uguale infinibile
di essere tale e quale
ad ogni lato
come specchiante in un frantumato riflettersi perpetuo.
In un gorgoglìo spezzante
tracima il respiro, come un filato
si pone sapiente, rigurgitato dal telaio fuoridise'.
Si scioglie la voce.
Alambicca il tramonto
in gocce languide, di violenti trame rossastre
lasciando di soprassalto
il passo teso a mezzaria, li'
senza tempo.
indeterminato.
postilla. Me stesso nel 2013.
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