non sono mai stato un leccacul- al contrario forse anche troppo rompi- ho sempre pensato che i punti di vista più sono e più frantumano il definibile. Ho sempre percorso il lato difficile del solco, accompagnato i zoppi più che farmi compagno dei forti. ho sempre vissuto da scomodo che da codardo, forse perché alla fine era sempre troppo noiosa l'esistenza, anche solo sfiorata, delle genti siffatte. temo i simili perché me ne specchio, sfuggo al resto per negazione.
Ho una fame lupa con sta dieta ma tengo botta da 7 mesi. Sono le 10.30, in ufficio c'è un momento di calma. Decido di andare a prendere un po' di frutta al market vicino all'ufficio. Due banane e due arance, vado in cassa. C'è un ragazzo davanti a me, avrà trent'anni. Conta le monetine, tocca le tasche, sembra in difficoltà. Sbircio il totale, gli mancano 4 euro. Sul rullo pane, latte, pasta, una bottiglia d'acqua, gli omogeneizzati per bimbo, 15 euro. Una stronzata per molti, tanti per qualcuno. Sono un semplice impiegato, non sono ricco, sono a fine mese e ho i soldi contati fino al 27 ma non ho esitato, ho passato lo smartphone e gli ho pagato la spesa. La commessa ha abbassato lo sguardo, io pure. Il ragazzo voleva parlare, non gli uscivano le parole. Gli ho fatto cenno che non importava. Ho messo sul rullo la banana e l'arancia, tocca a me, ho detto alla cassiera.
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